Un poco più su

alba tracciolino

Lo scorso ottobre, verso le cinque del mattino, mio nipote Giacomo e io siamo saliti in auto sino al Tracciolino, la strada che collega il santuario di Oropa a quello di Graglia. Eravamo a circa 1200 metri sul livello del mare, la temperatura era abbastanza fresca. Avevamo in programma di provare Arturo, il mio nuovo telescopio.

Ma il cielo era talmente bello che la tentazione di lasciare lo strumento nel bagagliaio della macchina e accontentarci dei nostri occhi è stata forte. Sotto di noi, verso sudest, avevamo la Serra, la formazione morenica che parte dal Mombarone e si estende sino al lago di Viverone. Naturalmente al buio non potevamo vederla, ma da lì dietro spuntavano via via i pianeti del sistema solare.

Giove, Marte, Venere e pure Mercurio, che non è uno che si faccia vedere sempre facilmente. Non così bene, almeno. Sopra di noi il gigante Orione regnava e ne scorgevamo i dettagli più piccoli.

Quando la luce del mattino ha cominciato a illuminare tutta la scena ci siamo resi conto che Biella e dintorni, da cui eravamo saliti, erano completamente immersi nelle nuvole. Ma è bastato salire un poco più su, davvero poco, per cambiare prospettiva e trovarsi di fronte a uno spettacolo straordinario.

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