La bellezza dell’errore

Copertina Taylor

Questo è un dettaglio della copertina di Introduzione all’analisi dell’errore (Zanichelli), che a Fisica chiamavamo semplicemente «il Taylor». La ricerca scientifica ha un ottimo rapporto con l’errore. Se si fa ricerca è perché ci sono cose di cui si sa molto poco, o addirittura proprio nulla. E, nel muoversi su questi terreni inesplorati, ogni errore aiuta a capire qual è la direzione giusta verso cui andare.

In ambiti diversi dalla scienza, la situazione è più complicata. Dichiariamo tutti che «sbagliando s’impara», ma nella pratica non è così. Di solito, a prendere una cantonata, ci si fa male.

percorso erroreS’impara, con l’errore, solo a determinate condizioni, che vanno costruite. Occorre lavorare sul piano culturale, togliendo all’errore quell’odore di fallimento che troppo spesso gli viene attaccato. Servono modalità organizzative per far sì che un errore possa essere gestito e non solamente temuto. Infine, sono necessari degli strumenti capaci di trasformare un errore in occasione di apprendimento.

La formazione sull’errore, per come la vedo io, serve a imparare a costruire le condizioni necessarie per imparare davvero qualcosa, quando si sbaglia. E, possibilmente, per ritrovarsi di fronte a errori davvero belli.

Per maggiori informazioni: daniele@diffrazioni.it