Buoni e cattivi

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«Sei stato bravo?».

Domanda posta spesso, in questi giorni natalizi, per valutare se il bambino a cui è rivolta merita di ricevere qualche regalo, la notte del 24 dicembre.

La risposta è scontata: son tutti bravi, i bambini e, in ogni caso, trovalo un genitore così terribile da non far arrivare nulla al proprio figlio, perché la sera, all’ora di andare a letto, ha fatto troppi capricci.

Questa farsa di interrogatorio che abbiamo subìto più o meno tutti, da bambini, ci ha segnato nel profondo. Ancora piccoli ci siamo abituati a fare un’equivalenza: quella tra le azioni e chi le esegue. Il bambino che fa un dispetto è un bambino dispettoso, il signore che fa una cosa poco gentile è un signore maleducato.

Attaccare etichette è comprensibile. Non è che possiamo assumere un investigatore privato ogni volta che dobbiamo decidere come comportarci con il  vicino del piano di sopra, con il nostro panettiere, con il collega dell’amministrazione. Così facciamo delle approssimazioni, per orientarci nelle relazioni con le persone che ci circondano.

Un bel regalo di Natale, allora, potrebbe essere questo: la capacità di sospendere il giudizio. Non sulle azioni, ma sulle persone.

In alternativa, un altro bel regalo sarebbero dei colpi di genio.

Nelle scuole di anni fa capitava che, quando doveva assentarsi per qualche minuto, l’insegnante chiamava alla lavagna un alunno e gli metteva il gesso in mano. Poi, indicando la lavagna, lo istruiva: «a destra scrivi i buoni, a sinistra i cattivi».

Il malcapitato si ritrovava in una situazione orribile. Da un lato l’insegnante che gli chiederà conto dell’opera di sorveglianza, dall’altro i compagni che lo minacciano delle peggio cose se farà la spia.

Pochi anni fa, in una classe dove evidentemente il tempo era tornato indietro di qualche decennio, in questa triste condizione si è ritrovato mio nipote Pietro, oggi adolescente.

Al suo rientro, l’insegnante lo ha trovato tranquillamente appoggiato alla lavagna, pennarello in mano. Sullo schermo erano scritte solo due parole, nella colonna dei cattivi.

Praticamente tutti

Ecco, in quel praticamente, c’è il colpo di genio. Riceverne qualcuno, da giocarsi nel corso del 2017, sarebbe un bel regalo di Natale.

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